La mia prima donazione di sangue

Avevo già gli appunti pronti per un bell’articolo ad argomento design ma stamattina ho fatto un’esperienza che non può non essere raccontata: ho fatto la mia prima donazione di sangue.

Da qualche tempo avevo in mente di iniziare, così piano piano mi son informata, ho conosciuto persone che già lo fanno (le coincidenze della vita: quando volevo smettere di fumare mi son trovata circondata da persone che non fumano/hanno smesso, ora da donatori) e questo mi ha finalmente dato quella convinzione che ancora mi mancava. Così mi sono informata, ne ho parlato con la mia famiglia e ho scoperto che papà è stato donatore e mamma era interessata ad esserlo. Ottimo!

Una mattina di uno degli ultimi giorni dell’anno appena concluso siamo andate a fare le analisi e… siamo idonee!

Abbiamo anche avuto modo di vedere l’ambiente in cui il tutto si svolge: praticamente una festa! Non avevo mai visto un ambiente ospedaliero così sereno e gentile. Il resto della mia giornata poi si è svolto alla grande: davvero felice di aver iniziato un percorso bello e utile per gli altri e per me. Ho avuto il sorriso stampato tutto il giorno! Sì perché sapere d’aver fatto del bene agli altri alimenta la propria gioia, prima di tutto. È un ottimo esempio di egoismo, nell’accezione più positiva del termine.

Torniamo ad oggi: aspettavo di incrociare una mia mattina disponibile con una di mia mamma ma non arrivava. Così stamattina mi son decisa e son partita da sola: con l’emozione della prima donazione son andata lì al Centro di Raccolta Sangue.

Ho fatto l’accettazione, compilato il modulo, misurato la pressione, parlato con il medico ed eccomi lì: pronta. Sapendo che era la prima volta son stati tutti davvero premurosi.

Ho anch’io paura degli aghi, sì, perché da piccola mi è capitato di essere campo di esperienza di una ragazza che mi ha bucata più volte per ogni braccio perché non trovava la vena.

È successo anche a me, come a tutti.

Ma le paure esistono per essere affrontate, no? Non mi farò mica fermare da un pizzicottino!

Ne ho parlato con la donna gentilissima che si è presa carico di accompagnarmi in questa esperienza stamattina, quella che ha fatto il lavoro sporco: respiro profondo e si inizia!

Non mi hanno lasciata mai sola, per quei dieci minuti. Si son dati il cambio per controllare che stessi bene, che non andassi nel panico o che risentissi fisicamente di quell’operazione.

Dieci minuti soltanto.

Altri dieci minuti poi son stata lì ad aspettare, son andata a prendermi dell’acqua e fatto colazione nell’area ristoro con un bel caffè e una brioche al cioccolato. Non potevo essere più coccolata di così!

In più son felice, davvero felice d’aver iniziato questo percorso. Vorrei che lo faceste tutti. Vorrei che ci aiutassimo, che ci rendessimo utili l’un l’altro nel modo in cui possiamo.

Durante queste due volte al Centro di Raccolta Sangue ho visto davvero molti donatori ma ho scoperto che l’ospedale non è autosufficiente. La cosa mi pare davvero assurda e dato che non siamo abbastanza sensibilizzati su quest’argomento voglio lavorare al mio orticello e ricordarvelo, tirando le orecchie a chi ancora non dona.

Se succedesse a voi, d’aver bisogno? Non solo di sangue ma anche di plasma, piastrine, midollo o qualsiasi cosa dipenda dalla volontà di un possibile donatore. Se capitasse a voi d’aver bisogno, vi rendereste conto dell’importanza di questo gesto?

E se capitasse a qualcuno a voi caro? Ad un familiare, a un parente stretto?

Dareste a questo più importanza?

Sono convinta che non sia necessario un episodio brutto nella nostra vita per portarci a decidere di fare del bene. Me lo auguro davvero.

Penso che sia dovere di ognuno fare quel che può per gli altri perché la vita è più importante di qualsiasi giornata di lavoro che pensiamo di non poter saltare (a proposito: viene consegnato il certificato medico per l’intera giornata a chi servisse) e di qualsiasi paura pensiate di non poter affrontare perché poi se vi si presentassero davanti sfide più grosse non avreste la possibilità di decidere. (Di nuovo: non ve lo auguro assolutamente!)

Aiutiamoci, rendiamoci disponibili l’un l’altro. Questo è solo uno dei tanti modi!

E mi ricollego quindi all’articolo della settimana scorsa:

Donate, donate e donatevi!

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