Il Master

  1. Finalmente vi parlo in modo diretto del mio master in Interior Design
  2. Lunedì ho ricevuto la notizia della soddisfazione più grande che io abbia avuto finora nella mia vita

Quando mi son laureata, un po’ meno di 11 mesi fa, ero felice, sì, ma solo per non aver più il pensiero di esser legata a quel corso. Non mi era piaciuto, non mi aveva dato soddisfazioni, non mi ero sentita parte di qualcosa nè non mi ero sentita me stessa.

L’ho fatto male, impiegandoci troppo tempo, dando dispiaceri a me, alla mia famiglia e a tutti i miei familiari, alle persone che mi stavano vicino.

Laurearmi non è stata una soddisfazione ma l’uscita da una specie di prigione.

Potete quindi immaginare il momento di perdizione che ho avuto dopo, in cui mi trovavo a lavorare come cameriera, ad avere una laurea che ero convintissima a non voler usare, la passione per la scrittura e tanta insoddisfazione quanta voglia di dimostrare chi fossi. E quasi 28 anni.

Questo blog non l’ho mai abbandonato (compie quasi due anni ormai!) sebbene nei miei periodi di crisi non l’abbia tenuto troppo vivo, ma è sempre stato come un braccio destro, in cui sfogare i miei pensieri.

Il viaggio a Barcellona di gennaio scorso è stato sicuramente un punto di svolta, perchè in mezzo a cose creative (mi son drogata di Gaudì, Dalì e Mirò) ho risentito davvero quell’entusiasmo che dà la forza per affrontare qualsiasi cosa. Ho potuto risentire me stessa e ho deciso in cosa investire i miei piccoli risparmi: mi sono iscritta ad un master in Interior Design.

Sarò sincera: ora mi rendo conto che davvero non ne sapevo nulla! È stata una scelta di puro istinto e… ha funzionato!

Sarà che abbiamo iniziato con il corso di Storia del Design, di cui mi sono immediatamente innamorata (e da qui anche un piccolo dubbio sull’eventualità di fare Product Design, ma si vedrà in futuro), sarà stato l’impatto con il Salone del Mobile, la scoperta delle riviste… ma in questo mondo mi ci son buttata.

Ho avuto degli ottimi docenti: quando si tratta di insegnare l’umanità e l’empatia sono, secondo me, elementi essenziali. E l’ingrediente che non deve mancare per trasmettere le conoscenze è la passione.

Son felice di esser riuscita a partecipare a tutte le uscite che abbiamo fatto nelle aziende, alle fiere, in una cava, a vedere con i nostri occhi la lavorazione del porfido.

Ho centinaia di brochure di aziende prese alle varie fiere, che spesso sfoglio e son ottimo materiale per imparare, oltre che un piacere per gli occhi. Quante volte son tornata a casa con le spalle doloranti per il peso di tutte quelle borse piene di quei libricini!

Son esperienze che mi rimarranno impresse nella memoria con un sorriso e son solo le prime. Ho capito che per fare bene questo lavoro è importante anche esser dinamici. Son tanti e tanti gli aspetti da valutare e tenere sotto controllo per fare un buon progetto e proprio questo è adrenalinico!

Son stati mesi davvero belli, mesi di tensioni forti per i tempi delle consegne e la quantità di dettagli che volevo arrivare a definire, la determinazione a far vedere che in questo mondo ci posso e ci voglio stare.

Ho scoperto che adoro leggere libri di architettura, cercare tutte le novità e le immagini belle delle riviste, passeggiare in via Durini e avere il cuore a mille davanti alla vetrina di Cassina. Se non siete dell’ambito, non correte l’errore di passare per di là con me! (anche ieri sera mi son sentita tirar dei nomi)

I miei progetti son stati quindi le occasioni per giocare con tutti questi elementi che sto scoprendo e lasciando libera tutta la mia stravaganza, che sto imparando però a dosare.

A luglio abbiamo iniziato a lavorare in coppia: Valentina è stata la prima ragazza che ho conosciuto in questo master e quella con cui ho sempre lavorato. Abbiamo realizzato due progetti bellissimi: con uno abbiamo partecipato ad un concorso e lunedì durante la cerimonia di consegna dei diplomi ci han comunicato che abbiamo vinto un premio, la cui entità ci verrà rivelata la settimana prossima. Il secondo l’abbiamo esposto lunedì mattina per il nostro esame finale, uscendo con un bel 30 a testa.

E così, per ora è finito. Con un mio bel piantino davanti a tutti i miei compagni, parenti, amici, i miei insegnanti e i rappresentanti della scuola. Ancora non riesco a staccare la testa da quel momento, a quattro giorni di distanza.

Tra qualche giorno inizieremo il Project Work. Sarà una nuova esperienza, con un nuovo insegnante, veloce ed intensa, per prepararci allo stage.

PS 1. ringrazio Vecchio, Fuoricampo e Completamente Sold Out dei Thegiornalisti per avermi tenuto compagnia nelle nottate fatte su Autocad e Indesign.

  1. Oltre a Valentina, anche Janine, Veronica e Maria Rosa son state delle compagne di corso perfette!

Ho avuto meno occasione di conoscere le altre, ma son sicura che ci sarà modo in futuro;)

  1. Ho frequentato questo corso bellissimo alla Nuova Accademia del Design di Verona, meglio conosciuta come Nad. Abbiamo avuto (per fortuna!) modo di frequentare a distanza, sfruttando al meglio la tecnologia che nel 2017 è a disposizione di tutti e facendo quindi le lezioni in videoconferenza.

PPS è la prima volta in cui mi sento così tanto felice, ho le vertigini. E ora?

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