Spotify

Riascolto la playlist di Spotify della scorsa primavera e mi ritrovo con le lacrime.

Quanto intenso è stato quel momento.

Quanto tesa son stata, ma non l’ho mai ammesso così.

Sola, in una casa non mia che sentivo non mia. A riprendere le fila della mia vita, a iniziare un percorso nuovo dopo la laurea. A scoprire il design, l’architettura e tutte quelle cose belle.

A imparare a ragionare di pancia.

A chiudere il cuore.

A lavorare su di me. Ho iniziato a desiderare d’alzarmi presto la mattina, per dedicarmi alla mia crescita personale, per andare a correre.

Con molta fatica, ho letto “The Miracle Morning” di Hal Elrod e mi ha davvero dato amore per me stessa, perché ho iniziato a fare le cose con uno scopo. Mi rendo conto che quando faccio fatica a leggere un libro allora sì, è proprio quello giusto per quel momento. So che mi darà soddisfazioni.

Ho fatto la doccia completamente fredda per la prima volta. Sì, anche i capelli. E sì, sto continuato a farla ogni tanto. Ho anche corso sotto la pioggia un paio di volte.

Mi son buttata completamente nelle letture di architettura, quando non ero a lavoro e quando mi concedevo del tempo dai progetti del master.

E poi, la sera, quando non lavoravo e quindi ero sola in quella casa, in quella stanza mia. La sera… aspettavo.

Ricordo un venerdì in cui ho guardato un film su Modigliani, “I colori dell’anima”. Quella notte ho sognato ad occhi aperti fino alle 5 di mattina.

Mi sono innamorata senza amare, ho cambiato idea sulle relazioni.

Anzi no, a qualche mese di distanza dire così sarebbe riduttivo.

Ho scoperto che le persone si legano in modi diversi che non conoscevo e ho fatto un primo passo per provare a conoscermi e iniziare a capire e ad accettare quelli che consideravo miei difetti e che ora chiamo “caratteristiche”.

Ho imparato a chiamare OBIETTIVI le mie “cose da fare” e OCCASIONI gli imprevisti.

Questo bel periodo iniziò quel 6 aprile, con una valigia vuota e una bellissima coincidenza. Finì il 29 giugno, con una cena in un ristorante argentino e le valigie davvero piene.

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