Pensieri di una notte di mezza estate

Il mese di luglio è stato frenetico: lezioni, esame in arrivo, ogni tanto un giorno “libero” ma poi di nuovo sul progetto e le settimane son passate. Io e Vale, la mia collega di studi, eravamo ormai in simbiosi. E ora iniziamo la simbiosi per l’ultimo, di progetto, quello finale, quello importante. Quello definitivo, quello decisivo.

E’ stata una corsa in particolare l’ultima settimana, con i giramenti di testa da tensione, il tempo ballerino e i temporali improvvisi. La testa solo sul progetto, le mail con i fornitori, le decisioni da prendere, da modificare, tornare indietro… un giro sempre intorno agli stessi miniobiettivi e sembra di non arrivare mai al punto. Una sera son tornata in me mentre cercavo una bottiglia d’acqua in bagno. Per fortuna son a casa dei miei genitori, a casa mia, e non son da sola.

Volevo riuscire a finire tutto entro mercoledì, per poi prendermi qualche giorno libero prima di iniziare con il prossimo. L’ansia a mille, perché ovviamente fa parte di me. L’ansia a mille, che mi frena di un buon 70%. Assurdo, lo so. Sto lavorando anche su questo.

Mercoledì è stato quindi frenetico, sopratutto la serata… mal di testa, compressa buttata in acqua come se fosse effervescente e dopo cena finalmente il mio cervello ha ritrovato lucidità. Son arrivata (quasi) alla fine delle mie cose alle 2 di notte passate, ho mandato le mail con tutto il materiale alla Vale e son andata a dormire, continuando però a mandarle messaggi fino alle 3. Di notte ovviamente si materializzano le idee migliori!

Alle 6 è suonata la sveglia, valigia, sorrisi, buongiorni e crocchette ai gattini, colazione, primo caffè e via, verso una visita importante: Gruppo Asso, Maistri e Minotti Cucine. Adrenalina a mille!

La mattina è volata ascoltando Alberto Minotti che ci ha raccontato del suo percorso e della sua filosofia, come le chiacchiere con la nostra insegnante riguardo agli esami, ad agosto, a settembre e a ottobre e via verso mete a sorpresa: Venezia!

E come non approfittare della splendida cornice per scorazzare tutta la notte tra i bacari, le luci soffuse, gli spritz, i cicchetti e i tranci di pizza scaduti sotto Rialto.

Come non approfittare di essere a Venezia per andare a vedere il negozio di Olivetti, opera di Scarpa, e poi nuovamente il Guggenheim?

Ne avevo bisogno. Dovevo ricaricare e non mi ero resa conto di quanto davvero mi mancasse l’arte e l’onirico e affascinante mondo surrealista. Rivedere quelle opere, dopo un anno… mi son mancati fiato e parole.

Arrivata a casa, stanca ma felice, affronto una terribile notizia: “Da ieri mattina non si vedono due gatti” e quali? Ovviamente Lupo e il Piccolo, scemo e più scemo.

Dove saranno?

Provo a chiamarli… ma niente.

Li chiamo con le crocchette, niente di nuovo.

Strano, molto strano. Alla mia voce possono resistere, alle crocchette no.

Inizio a pensare d’essere una gattara terribile, e giù di paranoie. Il fatto d’aver dormito tre ore per notte nei giorni precedenti non aiuta.

Dovevo anche mettermi a finire dei dettagli del progetto, e avevo poco più di tre ore a disposizione.

Decido di farmi una doccia, per iniziare. Così forse inizieranno a chiarirmisi le idee.

So che devo fare il progetto, ma non riesco nemmeno a respirare finché non si vedono i gatti.

Esco in giardino, parlo con Totò e… inizio a sentire la voce di Lupo.

Gli rispondo e lo faccio miagolare, in modo da capire dove si trova. E’ dai vicini, ma non sono in casa. C’è sicuramente anche il Piccolo, che senza Lupo non fa nulla (APPARTE mangiare).

Almeno son vivi. Almeno stanno bene. Tutto come immaginavo, per fortuna. Ma perché stanno lì? Cosa gli impedisce di tornare a casa?

Mi chiama mia mamma, da un punto più alto rispetto a dov’ero io: “Vieni qua…”

Così lo vedo: una macchia bianca nell’oscurità che passeggia avanti e indietro sul davanzale del secondo piano.

Che quel gatto fosse scemo lo sapevo già. Ma così tanto non me lo aspettavo. Non so se ridere o insultarlo. Il Piccolo deve averlo capito, perché decide di finire il giochetto e lanciarsi come un missile sulla tenda e tornare a casa, affamato come sempre.

Lupone il gatto fifone allora si rende conto che la solitudine è una soluzione peggiore rispetto al lancio sulla tenda… e arriva a casa anche lui. Fine della fuga.

Son riuscita a passare poi due giorni tranquilli e riposarmi, sistemare la mia stanza, vedere un vecchio amico che non vedevo da anni… rilassarmi sulla terrazza leggendo Loos e stare con i mici. Ho portato avanti delle cose per la settimana e ora è già domenica sera, domani riparto per la lezione a Verona, poi Bologna dalla mia compagna di studi Vale per qualche giorno. So che andrò a Milano per l’esame finale del master, che stiamo iniziando a preparare… ma non so per quanto.

So che farò ogni giorno un passo avanti per costruire la mia vita.

So che sto facendo un sacco di cose belle, conosco un sacco di belle persone e son felice.

 

STAY TUNED n.1: la settimana prossima parteciperò ad un blogtour, i dettagli tra pochi giorni su Ti consiglio un posticino!

STAY TUNED n.2: prima del blogtour… inserirò il logo nuovo! Come sarà? Vi piacerà? Lo spero tanto!

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