Imprevisti e occasioni

Dopo tante settimane di pura estate stamattina non c’era il sole, le nuvole occupavano il cielo. Erano accompagnate da una fresca brezza. Sono uscita in terrazzo felice, mi sembrava di respirare per la prima volta!

Ho chiuso gli occhi e ho sentito quel profumo inconfondibile: mi son ritrovata al mare, con i pantaloncini corti e la felpa con il cappuccio. Capitava almeno una volta l’anno, in quelle due settimane che passavamo in quella località marittima dove andavamo sempre. “C’è lo iodio che fa bene, così poi non si ammalano durante l’inverno!”, riferito a me e mio fratello.

Ogni giorno c’era la sveglia presto, il prepararsi, la colazione, l’andare in spiaggia presto. Facevamo la passeggiata, che ho sempre odiato per vari motivi: il sole addosso, il paesaggio tutto uguale, le conchiglie che pizzicavano i piedi. Ma più di tutto, ho capito con il tempo, è sentirmi il sole addosso. Eppure amo l’estate!

Ma non è per questo che i giorni di brutto tempo erano i miei preferiti. Era l’inaspettato, l’imprevisto, lo schema rotto rispetto alla quotidianità. Era la felpa calda, le infradito e le gambe gelate, l’infilarle sotto e raggomitolarsi. Non è come l’inverno: no, è una diversa ricerca del tepore. E’ una pelle d’oca piacevole questa, è quella che ti fa ridere. Come il solletico.

Il brutto tempo scombussolava i piani, ma alla spiaggia volevamo andare lo stesso. Perché così il mare è ancora più bello! C’è la sabbia fredda e dura dalla pioggia, se ha già piovuto, o con delle macchie tipo dalmata se sta iniziando a piovere, morbidissima. Com’è bello correre e affondarci i piedi, ora che non scotta! Sembra perfino più pulita.

E poi, l’attesa: “Pioverà? Si aprirà?”. Dicono che si apre… allora andiamo all’ombrellone intanto. Io apro un libro e mi rilasso sulla sabbia.

“Andiamo a vedere l’acqua?” Certo. Ed è ancora più gelida del solito, ancora più scura, fa davvero paura. “C’è la bandiera rossa, non si può fare il bagno. Ci sono le correnti che ti portano via, le buche che ti trascinano dentro. Ma cosa fa quel pazzo lì? Hai sentito che la settimana scorsa uno è annegato? No, non qui.” Qui non succede mai nulla, i giorni son tutti uguali.

Se piove andiamo al bar, le mamme prendono il caffè. Io spero che continui, voglio continuare a respirare. E a correre sotto la pioggia.

Ma lì in fondo si vede già: sta schiarendo. E piano piano l’azzurro sereno si allarga, le nuvole si ritirano. Hanno avuto abbastanza spazio già. Dai su, da brave… abbiamo scherzato, abbiamo sperato, abbiamo sognato. Anche i gabbiani corrono dicendo la loro. Anche a loro piace volare senza far fatica, farsi trascinare dal maestrale o dal grecale, non ricordo mai. Sembrano davvero divertiti. Ora hanno lasciato le zampette sulla sabbia umida, ma ci rimarranno per poco. Loro se ne vanno, la bandiera rossa scende e il sole ricomincia a tenermi prigioniera sotto l’ombrellone.

AAA ATTENZIONE:

mi rivolgo a tutti i miei lettori, a chi tra queste pagine ha trovato conforto, un momento piacevole o un semplice motivo di risata. Se ve la sentite, avete la possibilità di ricambiare. HO UN’IDEA, UN PROGETTO che sto portando avanti. Negli ultimi giorni non ho potuto pensare ad altro. Se volete aiutarmi o conoscete qualcuno che possa farlo, scrivetemi a silvia.fortunati89@gmail.com.

Già altre persone hanno mostrato la loro generosità in modo quasi imbarazzante da quanto è stato bello. Tutto vogliamo trasformare i nostri sogni in ricordi. E continuare a sognare.

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2 pensieri su “Imprevisti e occasioni

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