Addio smartphone – parte 2

Ieri mattina poco dopo le 11 son tornata a casa. Son partita alle 8 da Milano, in macchina con Ester tramite Blablacar, risparmiando ben 25€ rispetto a quel che avrei speso con il treno. Ester mi ha accompagnata fino alla stazione centrale di Padova, dove ho preso al volo l’autobus e per non perderlo (data la mole indefinita di borse e valigia che trasportavo) ho preferito non fare la fila alla biglietteria ma pagare a bordo, spendendo i miei ultimi 5€ in contanti. Quasi come un cerchio che si chiude. (In realtà ho altri 50 dollari, ma nessuno me li accetta e io non mi son ancora presa la briga di andare a cambiarli)

È stato un bel viaggio, molto più ricco di quel che mi aspettavo. Un po’ per gli imprevisti (tipo il telefono che mi ha abbandonata), un po’ per le occasioni, che non ho rifiutato. Mi son anche presa quella serata in più su cui ero indecisa fin dall’inizio.

Sono arrivata alla fine stanca, molto stanca. Non per aver dormito tra le 3 e le 6 ore ogni notte, cosa a cui non sono minimamente abituata, ma per la quantità incredibile di stimoli che hanno invaso le mie giornate.

Ho fatto chiacchierate lunghissime con le persone, che mi hanno raccontato la loro vita e la loro storia e a cui io ho raccontato la mia. Ho parlato in italiano, in inglese e ho spiccicato qualche frase in tedesco, ma soprattutto l’ho ascoltato dal vivo per la prima volta e ogni parola è stata una lampadina pronta ad accendersi nel cassettino del mio cervello degli 8 anni di studi di questa lingua.

Mi son ricavata i momenti opportuni per studiare e per scrivere, come devo fare se di ciò voglio farne un lavoro. E mi son sentita bene, perché il mio tempo è stato investito nel modo giusto, mantenendo un ottimo equilibrio. Mi sento soddisfatta di me (forse potevo studiare un po’ di più, è vero… ma è un buon inizio).

Pensavo di viaggiare da sola e invece sola non son mai stata. Pensavo che stare senza telefono mi facesse sentire lontana da tutti e invece erano tutti lì con me.

Pensiamo che sia facile immaginare come possa essere vivere la quotidianità senza uno smartphone, ma è molto più facile farlo davvero che immaginarlo. Io non l’ho scelto, mi è successo. E non potevo neanche comprarne uno perché non me lo potevo permettere in quel momento. Non avrei mai pensato però di trovarmi in quella situazione e non solo sopravvivere, ma di accorgermi di quanto stavo bene.

Mi son guardata intorno in aeroporto, in autobus, in metro, nei locali pubblici e mi son resa conto di esser l’unica a non aver la schiena curva (sì, è anche una cosa fisica) verso uno schermo.

Avete presente quello stress da notifiche che ci fa controllare il telefono in continuazione? Ho perso ore, giornate a controllare lo schermo. Ho buttato inutilmente tanto e tanto tempo, senza rendermene conto (o non abbastanza).

Diciamo di voler lavorare online per poterci gestire il nostro tempo. Ma lo facciamo davvero poi? Io no, ancora non lo so gestire. E uno smartphone non mi ha aiutata a risparmiarne, semmai a peggiorarne la qualità.

Lo stress per gli orari, per controllare tutto, per aver tutto sotto mano.

Per le conversazioni! Quanto son più piacevoli ora, così rallentate!

 

Questo viaggio è stato molto bello anche per questo. Vi ricordate come son partita, come ho scritto il primo post? Non mi sarei mai aspettata tutta questa pienezza. Ci son state tante piccole avventure, che pian piano racconterò.

 

Ora ho il PC collegato al Wi-Fi da 24h e mi rendo conto di essere già stressata di nuovo, già dipendente dalle notifiche. E da qui posso accedere solo a Facebook e Gmail. Non posso (e non voglio) accedere a Whatsapp, a Telegram, a Instagram e a tutte le altre apps di questo tipo.

Lo ammetto, ieri sera ho inserito la scheda sim nel mio vecchio telefono e l’ho acceso. Ho voluto controllare che non fosse accaduto nulla di importante. E infatti NON C’ERA NULLA di importante. Mi son sentita davvero stupida.

 

Annuncio ufficialmente la mia decisione quindi: continuerò a vivere senza smartphone. Non sarò irrintracciabile: ho due indirizzi email che trovate nella pagine “About me” e un numero di casa che posso lasciare su eventuale richiesta. Mi potete trovare ovviamente anche su Facebook e Messenger.

Valuterò di prendere una macchina fotografica per poter comunque fare le foto e un telefono di quelli che fan solo le chiamate per le emergenzissime (più per far star serene le persone che mi vogliono bene, più che per usarlo davvero). Ma ripeto, valuto.

So che sto chiedendo uno sforzo alle persone che vogliono comunicare con me. Quando lo proverete, vi renderete conto però di quanto piccolo in realtà sia.
E se mai dovesse esistere un motivo valido per farmi tornare all’uso dello smartphone, beh lo troverete in uno dei miei prossimi post!

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