Vita da ostello

Da quando ho iniziato a viaggiare smettendo di “far vacanza” ho sempre cercato soluzioni low cost perché risparmiare significava poter fare più cose. C’erano però dei limiti da mettere sul piatto della bilancia: quanto ero disponibile a compromettere la comodità e la privacy? Non lo sapevo.

Il mio primo vero viaggio è stato a Mykonos, dove son andata completamente sola e mi son trovata a vivere con ragazzi e ragazze del posto che sarebbero stati poi i miei colleghi. La situazione non era poi così diversa dall’ostello (anche perché avevo un lettino talmente piccolo che se volevo dormire con la testa sul cuscino avevo i piedi completamente fuori!). Non è spirito d’adattamento questo? Eccome.

Al tempo stesso però ho sempre pensato d’essere già troppo grandicella per l’ostello, anche se mi rendevo conto che poteva essere la soluzione migliore per poter viaggiare molto, molto di più.

Non ho mai osato il salto nel vuoto, mi son trovata a farlo. Non è stato spirito d’adattamento ma un disegno del mondo. E pensare che mi son tatuata la scritta “Wanderlust” appena qualche settimana fa.

L’anno scorso nel mio on the road per l’Irlanda una notte in ostello l’ho fatta, è vero… il bagno era condiviso ma la stanza era solo per me e la mia amica. VEDERE però un ostello mi aveva già tranquillizzata. Conoscere persone che lo frequentano, vedere come si organizzano, come si trovano a loro agio. Una ragazza del nostro gruppo era in stanza con due ragazzi che non conosceva. ODDIOOOOO!

Sapete qual è stato l’oggetto che mi ha stupito di più vedere in ostello? La piastra per capelli.

Lo ritenevo un simbolo di un tipo di vita che non si poteva incrociare con quella dell’itinerante low cost. E quindi anch’io ho fatto la piastra ai capelli in una stanza d’ostello con gente sconosciuta intorno a me.

La seconda esperienza è stata a Londra, dove gli alloggi costano davvero tanto e avevo una vacanza a Capo Verde prenotata per la settimana successiva. Quindi risparmio al massimo!

Io e il mio Simo in un buco di stanza (che a confronto il mio monolocale a Pisa sembrava una reggia) a dormire in due sul letto sotto di un letto a castello e i ragni che regnavano sul soffitto. MA ANCHE NO! E invece ci siamo stati 4 notti ma siamo ancora vivi e sani. Per fortuna a Londra i musei son gratuiti e alla fine ho rifatto l’armadio da Primark. I compagni d’ostello? Fino all’ultima notte, non pervenuti.

Poi succede che torniamo in ostello una sera, vado a struccarmi in bagno e sento la voce di Simo nella stanza comune. Non può essere, con chi parla? Esco e mi stanno aspettando con un bicchiere di vino.

E VOI DOVE VI ERAVATE NASCOSTI IN QUESTI GIORNI??

 

Ora ho iniziato da un mesetto un investimento economico importante, ho iniziato a frequentare un’Accademia di Design. Perciò di viaggi per i prossimi sei mesi non se ne parla.

Ci sono però le uscite con l’Accademia e la settimana scorsa a Milano c’era il Salone del Mobile, oltre che il Fuori Salone. Mi sto tuffando in questo mondo, ci dovevo assolutamente andare!

Purtroppo però la Design Week rispondeva male alle mie esigenze: ho cancellato per la tristezza l’applicazione di Booking, usurato quella di Airbnb presa dalla disperazione.

HO CERCATO UN LETTO IN UN DORMITORIO.

Quello che mi chiedeva di meno per tre notti voleva 210€. E non potevo permettermelo. I giorni passavano e la speranza veniva meno ma la determinazione no: sarei stata lì, anche a costo di dormire in macchina!

Il pomeriggio prima della partenza ho avuto una visione: una stanza a 20€ a notte su Airbnb. Ho prenotato ad occhi chiusi, senza controllare se fosse singola o condivisa, senza controllare bene dove fosse, senza pensarci. Una ragazza di nome Bianca mi ha risposto immediatamente: era fatta!

Si è aggiunta per la prima notte anche la Vale, una mia compagna di studi e ci siamo date appuntamento in stazione centrale a Milano, per andare da Bianca insieme. Subito abbiamo capito che non era molto distante dal centro e che Bianca era molto gentile. Salendo le scale per entrare in casa ci ha chiesto “A voi va bene dormire insieme?” Certo che sì.

Entrate in stanza troviamo altre 3 persone e capiamo che quell’”insieme” era riferito ad un letto da una piazza e mezza per noi due, non una stanza per noi due. Io e Vale ci conosciamo da poco, quindi non sapevamo la reazione l’una dell’altra: ci siamo guardate e siamo scoppiate a ridere!

OK, ERAVAMO IN UN DORMITORIO: UNA VERA ESPERIENZA IN OSTELLO.

Vi racconto le bruttissime cose che mi sono successe in tre giorni:

  • La prima sera avevo accennato a Bianca che saremmo tornate per mezzanotte. Quando siamo tornate all’1.30 si è preoccupata ma mi ha dato le chiavi per poter tornare in tranquillità all’ora che desideravo le sere successive.
  • Avevo lasciato il caricabatterie del telefono a casa (avevo già ricordato le infradito e lo spazzolino, non potevo ricordare anche quello!), ma ne ho sempre trovato uno a disposizione per me.
  • Dalla seconda sera ero sola, tant’è che in cinque siamo usciti insieme a cena e a far serata.
  • Ho conosciuto persone gentilissime disposte ad ascoltare tutte le mie paranoie fino alle 6 di mattina.
  • La mattina successiva Bianca mi ha portato caffè e cornetto mentre ero ancora sotto le coperte e non solo a me.
  • Ho conosciuto persone da tutto il mondo, ascoltando storie pazzesche e allenando il mio inglese.
  • Ho bevuto una vodka pazzesca polacca, di quelle che riusciresti a bere una bottiglia intera da quanto buona era.
  • Mi sono sentita in una famiglia, sebbene fossimo tutti degli sconosciuti l’un per l’altro.
  • Ho riso, tanto.
  • E tanto, ancora tanto.
  • Mi son stati offerti passaggi in macchina, oltre che biglietti per entrare gratuitamente al Salone (che non ho utilizzato però)
  • Sto ridendo ancora al pensiero di quanto io mi sia divertita.
  • Ho trovato degli amici. Non mi son sentita sola per nemmeno un minuto.
  • Ho vissuto un’esperienza fantastica!

 

Ci son state delle cose un po’ stressanti nella mia vita negli ultimi mesi, ma se le mie scelte vengono ripagate con tanta gioia indietro… continuo a ritenermi molto fortunata.

E vi devo ancora parlare delle troppe cose belle che ho visto a Milano!

Viaggiate, viaggiate e viaggiate!

Annunci

3 pensieri su “Vita da ostello

  1. La Folle ha detto:

    Che bella l’esperienza che hai descritto a Milano! Un po’ meno quella a Londra, ma molti alloggi a Londra sono notoriamente sporchi, anche gli hotel. Il “fantastico” ‘hotel 3 stelle dove ho dormito col mio compagno lo era, e siamo rimasti per cinque giorni, ma si supera anche questo.
    Non ho ancora mai fatto esperienze in ostello, ma sono fissata col superare i miei limiti e sento che prima o poi aggiungerò anche questa ala lista delle cose fatte in viaggio 🙂

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...