#WORSTINTRAVEL: tutto ciò che non volete sapere dei viaggi!

Ecco un nuovo divertente tag a cui partecipare! Sono stata invitata ben due volte: da Donatella di My home is a luggage e da Roberta di Vieni via di qui. Lo so che questo nome vi ricorda qualcosa: ho già partecipato ai suoi tag ##LaMiaCasa e #Raccontalatuacittà!
Non pensate che spargerò odio (come vuol fare Donatella!) o che sarò razzista (come si auto etichetta ingiustamente Roberta!) perché viaggiare è sempre una delle cose più belle del mondo, però… posso dirvi anch’io la mia.
Le regole sono semplici:
1. Citare l’ideatore, quindi Il mondo secondo Gipsy
2. Citare chi ti ha invitato (fatto!)
3. Rispondere con almeno due cose che proprio non sopportate quando siete in viaggio, non c’è un massimo.
4. Taggare almeno 2 persone/blog, non c’è un massimo

Chiamo l’attenzione quindi di
1. gli amici Giacomo e Vanessa di Ti consiglio un posticino che saranno sicuramente felici di partecipare! A proposito, l’avete letto il mio ultimo articolo, sulla Peggy Guggenheim Collection?
2. una blogger che seguo e ammiro, parla di moda, di viaggi e d’amore, perché è troppo dolce: Sabrina Musco, che scrive nel suo blog Freaky Friday!

Iniziamo quindi…

  1. Quando vado in una città mi piace visitare anche i musei più importanti e da quando ho iniziato c’è una cosa che ritengo fondamentale: l’audioguida. Ma spiegatemi perché devo pagare altrettanti eurini miei per averla, dopo che ho già pagato l’ingresso? Quando la trovo già compresa (e per fortuna succede) faccio la ola!

  2. Amo confondermi tra la gente e frequentare i posti in cui va la gente che in quel luogo ci vive. Quindi se sono a Barcellona e ti chiedo dove posso andare a mangiare bene, perché mi consigli La Rambla?

  3. Non possiamo sapere tutte le lingue del mondo, né noi turisti, né voi negozianti. Possiamo però venirci incontro! Esiste l’inglese e una piccola base, se lavori con il turismo la dovresti avere. Non è possibile che all’infopoint a Varsavia se chiedo in inglese mi rispondano in polacco. E sgarbatamente pure!

  4. L’aeroporto è il luogo in cui parti, ma anche in cui arrivi. Si presuppone che una volta arrivato prendi il biglietto per andare in città, fai tutte le cosine per riorganizzarti. Un wifi libero (per un’ora, non dico tanto) vi costa troppo? Magari chiedetemi anche il numero di piede per farmi iscrivere, ok, però datemi sto wifi vi prego… che se non scrivo a mamma che sono arrivata si preoccupa!

  5. A proposito di voli e aeroporti: quando Ryanair propone di mettere in stiva il mio bagaglio a mano, gliela consegno immediatamente. Ma che comodità è non dover trascinarsi il trolley fino all’aereo, in tutto quel percorso a serpentina, le scale, il pulmino, salire le scale, portare la valigia nel mezzo dell’aereo fino al tuo posto, cercare di sollevarla e incastrarla sopra… un casino. Mi tengo le cose fondamentali nella mia borsa personale e spero di poterla mettere in stiva.
    Una volta però ho avuto un problema. Il volo è partito in ritardo di un’ora e avevo un altro volo da prendere… a filo. Quella volta il fatto di dover aspettare la valigia mi è pesato un po’ e ho volato tre volte: col volo in ritardo, col secondo che ho preso ma anche per attraversare l’aeroporto per non perdere la coincidenza!

Posso ora essere un po’ sdolcinata? Su dai, permettetemelo.

  1. Odio il fatto di non riuscire a chiudere la valigia al ritorno: compro troppe cose. Oggetti proprio: calamite per me, suocera, amiche, addobbi per la casa, vestiti (rigorosamente!), cartoline (ma non per spedirle, per appenderle in casa), almeno un quaderno vuoto, una cosa che va di moda in quel posto, etc… e ad ogni viaggio si aggiunge un rito nuovo!

  2. Guardare il luogo in cui sono con gli occhi di chi valuta se andare a viverci. Mi capita ogni volta! E indovinate ogni volta la mia autorisposta qual è?

  3. Conseguenza della precedente: so che chiedo troppo… ma non voglio essere etichettata come una turista. Voi ancora non lo sapete, ma in realtà sono una di voi!

 

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4 pensieri su “#WORSTINTRAVEL: tutto ciò che non volete sapere dei viaggi!

  1. lostindestination ha detto:

    Hai ragione, a me del wi-fi in generale frega poco… ma in aeroporto, giusto x comunicare ai miei che sono ancora viva, ne sento profondamente la mancanza….
    In genere invio un sms… non appena riesco a connettermi con la rete locale e dopo aver cancellato i 15 messaggi di benvenuto!!!

    Elena

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      • lostindestination ha detto:

        Esatro… quelli minacciosi che ti dicono che puoi pagare in comode rate mensili i 250 euro (ma senza scatto alla risposta) dei 2 minuti che di chiamata che hai usato per dire alla mamma che sei atterrata! Come scordarli?!?!?

        Mi piace

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