Trasloco

Lo so, oggi è lunedì e avevo promesso il post sulla musica. Vi do un consiglio: quando dico queste cose non ascoltatemi più! Perché poi ho una nuova idea e cambio di continuo il piano editoriale, che ovviamente è un disastro. Ci posso fare poco, sono per istinto in continuo movimento e allergica alla routine. Proverò a non illudere più nessuno con piani troppo rigidi, né chi mi legge né me stessa, ma questo non vuol dire che la rubrica di musica è saltata, anzi! Questo blog mi rispecchia in tutto: incasinato e imprevedibile, ma sempre con il sorriso 🙂

Sono nel mezzo del trasloco. Avete presente quella situazione in cui ci son mille scatoloni per casa, con parte delle vostre cose dentro e in cui voi siete consapevoli che per un paio di mesetti buoni non le troverete più? Provate ad aggiungerci il fatto che una prossima sistemazione definitiva non c’è: probabilmente l’appartamento verrà richiesto in via ufficiale questa settimana da un ragazzo che deve chiudere la convivenza con la sua ormai ex fidanzata e quindi ha fretta di entrare, prima di quel che pensavo! Io ovviamente ne approfitto e sbaracco tutto ma i miei scatoloni hanno due destinazioni provvisorie: Viareggio e Vecchiano. Le cose estive vanno a Viareggio, quelle invernali vanno a Vecchiano. Sì perché il mio Simo sta facendo la stagione al Bagno Piave a Viareggio, dove ha preso un appartamento, ma fino a settembre ovviamente. Io mi son offerta di aiutare, quindi vado nel weekend a portar piatti dalla cucina ai tavoli (ogni volta 20 scalini dalla cucina al bar e altri 5 dal bar alla sala, i miei glutei ringraziano!) e mi torna sicuramente comodo stare lì. Ma poi? Che si fa dopo settembre? Di certo c’è solo un bel viaggetto, ma dove si poseranno i piedi per un altro po’ non lo sappiamo di sicuro. Per questo intanto tutte le cose invernali che nella mansardina che abbiamo a Viareggio non ci starebbero, le portiamo nella casa di Simo fuori città, a Vecchiano. Non escludo nemmeno che ci sia la possibilità di lasciare Pisa. E sapete una cosa? Tutta questa incertezza mi dà un gran senso di libertà e liberazione, non di ansia come credevo sarebbe stato.

Lasciare quest’appartamento sarà una forte emozione per me. Mi ha accolta quando son venuta a Pisa, due anni fa, e l’ho scelto appena visto. È un monolocale di poche pretese: una stanza grande che era anche sprovvista di mobili, con un lettino piccolo, un tavolo arrangiato e una sedia da buttare. C’è un cucinino piccolo, tristissimo e buio, un bagno scomodo con uno scalino in mezzo e la lavatrice che scarica nel bidet. Io però mi son sempre sentita a casa qui dentro, mai un giorno mi ha fatta sentire fuori luogo, persa o disorientata: era tutto il mio mondo, tutto ciò che potessi desiderare! Ho attaccato uno stormo di farfalle al muro, un poster di Jared Leto, un cestino per mettere i fiori in cucina e una tenda della doccia nuova. Non mi piace però che entri poca luce e che ci sia un terrazzino al quale non si può accedere. So che era la migliore sistemazione che potevo avere e così è stato: in pieno centro e vicino a tutto ma con un prezzo adeguato. Ho provato a migliorarla come ho potuto, ma ad un certo punto mi son resa conto che era giunto il momento di cambiare. Mancherà anche ai mici, lo so.

Mentre apro i cassetti e decido in quale scatolone mettere i miei vestiti penso a tutto quel che è stato, qui dentro. Ero sicura che sarebbe stato più difficile andarsene, ma forse non me ne sono ancora resa conto. Con l’andare del tempo questo nido si è riempito di ricordi, alcuni belli e altri brutti. Son venute a mancare le mie motivazioni per stare a Pisa ma se ne sono create altre, tipo che Pisa mi è entrata nel cuore. Tipo l’orgoglio e la non voglia di tornare indietro, che mi avrebbe sicuramente richiesto più fatica. Mi son rimboccata le maniche e ho dimostrato di potermi permettere di stare qui senza problemi. Un anno è andato così. Questo mi ha permesso di conoscere le fantastiche persone che frequento ora, qui a Pisa. I ricordi son diventati più sereni, più belli. Io ho iniziato a sentirmi più bella e ad ascoltarmi dentro, per capire chi sono e cosa voglio da me stessa e dalla mia vita.

E ora vorrei una casa luminosa, con un terrazzo e almeno due stanze. Una casa che non sento solo mia ma anche di Simo, in ugual modo. Una casa dove Lupo, Totò e il Piccolo possano giocare a nascondino avendo qualche stimolo in più, rispetto ad ora. Ci metterò un po’ a trovarla stavolta, perché son più esigente rispetto ad allora. Ma so che non ho paura di rimboccarmi le maniche: sia per cercarla e trovarla, sia per mantenerla.

 

Trasloco

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