Lettera alle mie paure

NY, 12/06/2026

Cara Silvia,

la ricordi ancora quell’ansia? Ti nutriva ad ogni ora. Ricordi ancora quel sabato passato completamente a casa per finire la tesi? E anche il giorno dopo ci sei rimasta! Non c’era nulla da fare, non riuscivi a concentrarti. Era un periodaccio, lo so. Ma se ci pensi bene, non più di tanti altri: sei sempre stata brava a riempirti di impegni, più per i soldi, che per le cose che ti piacevano.

Ricordo quanto hai sofferto prima di passare quell’ultimo, maledetto esame, che tutti passavano e tu non ci riuscivi. Però sapevi benissimo che l’avresti passato, in quell’appello in cui poi effettivamente l’hai passato. Non potevi farci niente. Due anni prima hai trascorso un’estate intera a studiarlo, senza arrivare ad una conclusione. Pensavi solo alle cose a cui stavi rinunciando per studiare in quei giorni e non riuscivi a goderti il tuo tempo. Pensavi solo a studiare. E per cosa? Per nulla, perché l’unico risultato che hai portato a casa è stato quello di andartene da Padova, il che ha reso ancora più difficile il tuo percorso.

Quando poi quell’esame l’hai passato, pensavi di aver risolto tutti i problemi? Pensavi d’aver sconfitto tutti i tuoi mostri? E invece no, lì dietro era pronto ad aspettarti l’incubo tesi. Hai dovuto ricombattere con l’ansia, come la chiamavi tu, quel problema che era sorto con l’ingegneria. Non ne volevi sapere. Eppure ti mancava così poco… fatta quella davvero non c’avresti più pensato. Ti interessava solo il blog, programmare viaggi, fare i moduli del corso e guardare come lavoravano i big: quel giorno hai scoperto Sabrina Musco e il suo Freaky Friday ti sembrava un bello spunto da cui prendere.

Non sapevi che poco dopo avresti potuto dedicarti solo al blog, con tutte le tue energie e anche quelle che non pensavi d’avere e non ti avevo mai vista così entusiasta di impegnarti in qualcosa! E ne è valsa la pensa! Ti sei laureata e il tuo cuore è diventato più leggero, sapevi d’aver portato a termine un percorso difficile e d’aver dato soddisfazione anche a mamma e papà che erano ancora più contenti di te. In quei vent’anni in più di te sapevano che se non avessi finito non te lo saresti perdonato.

Tanto non ti dovevi preoccupare di tutte le altre cose: sì avevi già le tue belle responsabilità, i gatti, l’affitto, le bollette, la voglia di trovare un lavoro conforme a te… ma stavi andando bene! Avevi fatto le cose a modino fino a quel momento e saresti solo migliorata. Sei riuscita ad ottenere tutto quello che volevi, perché l’hai desiderato fortemente e ti sei impegnata con tutta te stessa. Hai avuto modo di dimostrare a tutti che puoi valere molto, ma l’unica persona che ancora non lo sapeva eri tu.

Non ti compatire quindi ora, se ti trovi a mezzanotte a letto con il PC sulle gambe e invece di continuare sulla tesi stai pensando al tuo blog… la forza di volontà è dentro di te, devi solo trovarla e indirizzarla nel verso giusto!

Ce la puoi fare, io LO SO!

 

Silvia,

la “te stessa”, tra 10 anni.

20140910_135203

S. Maria di Leuca, 2014. Io e Vale.

 

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