Io e il mio Simo

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Io e il mio Simo ci siamo conosciuti poco meno di un anno fa. I suoi modi così gentili ed educati mi hanno spiazzata, era così diverso da tutti quei ragazzi che avevo conosciuto fino a quel momento. Lavoravamo insieme e quindi abbiamo subito avuto un contatto quotidiano, che ci ha dato modo di conoscerci più facilmente. Entrambi a lavoro siamo molto responsabili e ci teniamo ad un buon risultato. Quando c’è un buon rapporto tra colleghi poi, è più facile essere stimolati a far bene. Lui era già il “capetto” della cucina, la titolare che doveva gestire era sempre a fare altro e lasciava a lui le responsabilità. Questo anche perché sapeva di poterlo fare, con lui.

Da subito Simo ha mostrato curiosità verso di me, verso questa ragazza con un bel sorriso ma un po’ strana. Io cercavo di essere sfuggente, ma lui c’era, c’era sempre. Ricordo di una volta in cui stavo preparando una macedonia, davanti a me al bancone a bere il caffè c’erano i nostri colleghi in un comizio e io li prendevo in giro perché io lavoravo, loro erano lì in pausa. Ma ci stavano bene lì a chiacchierare e per il barista è una bella soddisfazione. Simone in quel momento non stava ascoltando la discussione, era fisso a guardare cosa facevo. Mi sentivo un po’ imbarazzata. Ad un certo punto mi domanda: “Che hai fatto ieri, nel tuo giorno libero?”. Mah, non ti conosco, ci parliamo appena… che te frega?! Ma non nel senso che non gli doveva interessare, ma proprio nel senso “Davvero ti interessa?!”

Lui è così, spontaneo, senza sovrastrutture, senza paranoie. E’ quello che ai buffet in mezzo a sconosciuti prende il primo pezzo, perché ha fame e non si fa le paturnie mentali (effettivamente inutili) che in genere mi faccio io. Questa sua semplicità nel fare le cose mi ha spiazzato da subito.

Abbiamo legato subito e l’estate è volata dormendo 4 ore per notte, ancora non so come io ce l’abbia fatta!

Entrambi siamo ambiziosi e abbiamo le idee chiare su cosa vogliamo fare della nostra vita, la differenza è che lui aveva già iniziato il suo cammino verso la realizzazione, io aspettavo. Cosa aspettassi non lo so, però stavo sicuramente perdendo tempo. E non me ne rendevo conto! Mi ero incastrata a fare lavoretti, a sopravvivere aspettando il momento giusto. Il momento giusto però va creato, va cercato. Se non si fa nulla per raggiungere il proprio sogno, perché il sogno dovrebbe venire alla porta a bussare? Simo mi ha fatto capire che non era complicato come io pensassi, che non dovevo stare in ansia, che dovevo semplicemente fare, buttarmi.

Simo ha poi una vasta gamma di pregi: è bello, alto, simpatico, socievole, ha una mamma fantastica che stimo tanto, è molto amorevole e ha pazienza infinita. Certo, ha anche lui qualche difetto ma lo posso sopportare benissimo e son certa che lui con me sopporta molto di più. Nulla di grave insomma.

Mi aiuta a casa, fa la spesa, è sempre disponibile ad accompagnarmi a lavoro, gli piace viaggiare ed è sempre un galantuomo. In più, non litighiamo mai. Se io mi scaldo un po’ in un quarto d’ora mi è già passata perché lui sa come fare.

Ha letto il libretto di istruzioni su come comportarsi con me. Anzi, l’ha studiato per bene. E piace al mio babbo.

Se sto facendo dei passi per me stessa è tanto grazie a lui e alla sua presenza nella mia vita. Mi fa sentire più donna, ho recuperato autostima e mi sento importante per qualcuno. E’ una di quelle persone che non hanno bisogno di sminuirti per farti vedere che loro sono grandi, ma ti portano in palmo di mano. Tra me e lui c’è un circolo virtuoso e ci sosteniamo a vicenda perché io sono molto orgogliosa di lui e voglio che lui lo sia di me. Non è un caso che con lui vicino io sia riuscita a passare quell’ultimo esame all’università che mi tormentava da due anni ormai. Non è un caso neanche la nascita di questo blog, come ho già detto più volte.

La pace e la serenità che mi regala ogni giorno il mio Simo non si possono misurare, né spiegare. E nemmeno l’entusiasmo per la vita e per il futuro, che avevo perso da un po’.

Ora lui sta avendo delle belle soddisfazioni a lavoro e io le mie prime piccole per il lavoro dei miei sogni. Mercoledì mi avrebbe accompagnata ad una cosa per me importante, entrambi eravamo molto e molto felici. Peccato che per mercoledì sia stato fissato (ieri sera) un evento in cui lui avrà una grandissima soddisfazione e a cui avrei voluto tanto essere presente. Sono molto orgogliosa di lui, ma non potrò esserci. Lui è il mio primo fan, e non ci potrà essere.

Dispiacere, un po’ di amarezza per questo buffo gioco del destino.

Ma noi lo sappiamo che ci siamo l’uno per l’altro, anche a distanza.

 

Chiudo così il post perché sono stata già abbastanza sdolcinata e di solito non lo sono, tantomeno in pubblico. Tanto il concetto s’è capito, no?

Eccovi qua il mio punto debole!

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4 pensieri su “Io e il mio Simo

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