Mangia, prega, ama (o scrivi?)

Mi è stato chiesto più volte perché ho chiamato il mio blog “Mangia, prega… Scrivi”.

“Mangia, prega, ama” è un libro autobiografico di Elizabeth Gilbert. La storia è molto bella, parla di una donna che sta uscendo da travagliate vicende amorose e decide di dedicare un viaggio a se stessa per ritrovarsi.

La prima parte è “Mangia”: ambientata a Roma, Elizabeth studia l’italiano e scopre la cucina mediterranea. La protagonista si coccola, ritrova il contatto con le cose belle del quotidiano, com’è ad esempio il pasto. In questa parte c’è l’Italia, una delle città che amo di più e il cibo. Il cibo ritrae quel rapporto di amore e odio che capita talvolta d’avere con il proprio corpo. A volte lo vedo solo come semplice nutrimento, necessario per non cadere per terra, altre invece è proprio piacere, altre scoperta.

La seconda è “Prega”: la protagonista si chiude in un Ashram in India e segue lo stile di vita imposto per tre mesi, prega ogni giorno cercando di arrivare alla meditazione. Quando leggendolo sono arrivata a questa parte mi son trovata davvero in difficoltà, per me era talmente noioso che non riuscivo ad andare avanti. Per fortuna è intervenuta la mia testardaggine e il mio modo metodico di far qualsiasi cosa, anche leggere un libro. Mi sono imposta di andare avanti e sono arrivata alla fine, per fortuna! E’ stato fantastico, devo dire che col senno di poi è davvero la parte più bella. Non dico altro sennò sarebbe spoiler.

La terza parte è “Ama”: la protagonista si sposta a Bali, in Indonesia. Qui riscoprirà l’amore. La prima volta che l’ho letto non l’ho finito, perché dopo la seconda parte questa mi era sembrata così scontata, sempliciotta. Non lo è ovviamente, ma l’emozione del “prega” era stata tanta.

Questo libro mi è piaciuto davvero tanto. Ho visto anche il film e devo dire che non regge il confronto (ovviamente) ma rimane un bel film e chi non è amante della lettura (male!) dovrebbe almeno vedersi il film.

Per me è stato importante probabilmente per il momento in cui ero: una compagnia di amicizie forse non adatte a me, la solitudine e qualche problemino di salute che stavo cercando di risolvere. Questo romanzo mi ha ridato l’energia, mi ha fatto riaprire il cuore e gli occhi. Non mi son più sentita a disagio, con gli occhi puntati e con la voglia di stare nell’ombra. Ero circondata da personalità che sgomitano per passare mentre io chiedo sempre “permesso” e non mi sento mai adatta a nulla. In quel periodo, con una lettura così bella e stimolante ho capito qualcosa in più su me stessa. Ho riportato il baricentro della mia vita su di me e ho fatto un passo in più per crescere.

Oltre al sole della primavera, che ho visto quando ho ricominciato ad uscire di casa dopo la convalescenza fisica e mentale, in quel periodo ho conosciuto una ragazza che è rimasta negli anni una delle mie amicizie più solide e costanti, nonostante la lontananza di questi ultimi anni: io vivo a Pisa e lei a Trento. Lei si chiama Monica, raramente stiamo più di due giorni senza sentirci e le voglio davvero un gran bene! In questa foto ci siamo io e lei, in vacanza a S. Maria di Leuca ospitate da un’altra mia grande amica, la Vale.

 

Silvia e Monica

Ora passiamo alla seconda domanda che mi viene posta: “Perché Scrivi al posto di Ama?”

Ho molteplici risposte a questa domanda. Prima di tutto ho già accennato che la terza parte è quella un po’ meno straordinaria del libro, a mio parere. Voglio ora mettervi di fronte ad una realtà e spero di non essere l’unica a pensarla così: l’amore è la forza che muove il mondo, è vero. Oltre all’amore per un uomo però, per una donna ci dev’essere anche molto altro. Ci sono tantissime emozioni forti che valgono la pena di essere assaporate nella vita: viaggiare, una buona amicizia, la scoperta…  Non voglio essere fraintesa, vorrei solo puntare i riflettori su qualcos’altro che non sia l’amore di coppia, perché ne parlano tutti e mi sentirei un po’ noiosa.

Per tanti anni mi è sembrato che trovare l’amore della mia vita fosse appunto lo scopo della mia vita e ho sicuramente stressato tante persone, oltre che me stessa. Se avessi vissuto le mie conoscenze con maggior serenità forse qualche risultato migliore in più l’avrei ottenuto. Mi sembra di aver avuto una vita privata sempre molto faticosa, ma la colpa era mia.

Ora finalmente ho capito che devo fermare il mio cervello dalle paranoie e sto vivendo la mia relazione più tranquilla, con risultati più felici e sereni! E forse, non ne parlo proprio per l’intimità di questo rapporto… (Ciao Simo mio!)

Terza risposta, la più scontata ma pur sempre vera: per me SCRIVERE è amore, nel senso che amo scrivere e nel senso che la scrittura e la lettura mi trasmettono amore (o meglio, le endorfine giuste!). Pensate alla vostra più grande passione. Beh ora avrete capito cosa intendo!

 

Se non avete ancora letto “Mangia, prega, ama” di E. Gilbert malissimo, correte a prenderlo!

 

 

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2 pensieri su “Mangia, prega, ama (o scrivi?)

  1. Ladybird89 ha detto:

    Credo che seguire le proprie passioni dovrebbe essere l’essenza della vita..fare ciò che piace è la medicina più potente contro ogni male, ne sono convinta! Brava Silvia 🙂

    Mi piace

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