Nuova stagione in arrivo

E’ finalmente primavera!
Si alternano giornate di bel tempo, giornate più fredde ma comunque l’arrivo dell’estate è nell’aria. E non vedo l’ora! Già ora il sole tramonta alle otto e si sentono gli uccellini cantare, un tiepido calore entra dalla finestra. Le radio azzardano le prime possibili hit estive, anche se si sa che come ogni anno quella giusta si inizierà ad ascoltare a giugno. Il mio rapporto con l’estate è sempre stato travagliato, soprattutto da quando ho iniziato l’università: l’estate era semplicemente il momento in cui studiare di più per gli esami, data la sessione di giugno, di luglio e settembre. Quando alzavi la testa dai libri era già fine settembre, e nel giro di una settimana ricominciavano le lezioni.

Poi è stato il momento dell’estate 2013, in cui il 23 giugno mi è stata fatta una proposta: “Ti va di andare a fare la stagione in un ristorante italiano a Mykonos? Devi essere lì tra una settimana.”. Era il mio migliore amico a chiedermelo, che all’epoca conoscevo poco ma in quel momento mi ha cambiato la vita. La possibilità di fare un viaggio verso un’isola bellissima, vivere lì e conoscere persone, una cultura nuova e affascinante, nuovi amici e imparare ad arrangiarmi da sola, sia nella quotidianità che economicamente. Quella infatti per me è stata la svolta, l’uscita dal nido familiare in tutti i sensi.

L’estate successiva ho fatto di nuovo la stagione, sì, ma a Padova. Ho lavorato per l’apertura estiva di un bar ed ero vincolata ad andarci tutte le sere: ero inchiodata in città. Di giorno studiavo, la sera lavoravo e la notte quando tornavo per scaricare l’adrenalina stavo ancora sui libri fino alle prime luci dell’alba. In più è stata quell’estate di brutto tempo, quell’estate che non c’è stata.

L’estate più calda degli ultimi di 50 anni ho deciso di passarla in spiaggia: ho fatto la cameriera/barista in uno stabilimento balneare a Tirrenia e oltre ai normali problemi che questo tipo di lavoro comporta, è stata  una stagione fantastica. Avevo sempre lo sguardo al mare e appena staccavo mettevo il costume e facevo un bagno perché anche se ormai erano le 7 di sera, faceva ancora molto caldo. In quell’avventura ho conosciuto il mio fidanzato e tanti buoni amici. Alcuni di loro stanno riprendendo il lavoro lì in questi giorni e quando mi raccontano che i clienti che incontrano chiedono se ci sarò ancora quest’estate quasi mi scende una lacrimuccia. Ho incontrato molte di queste persone durante l’inverno in città e mi hanno sempre salutata con affetto, mi hanno riconosciuta subito. Questo mi dimostra d’aver fatto bene il mio lavoro, nonostante in molti momenti abbia odiato l’esser lì.

In quest’ambiente ci son molte dinamiche, molte personalità ormai ingestibili. Spesso si trovano persone che riversano la propria frustrazione sui colleghi o sui propri dipendenti, che son lì perché hanno sempre fatto questo e non saprebbero reinventarsi a fare altro. E’ un lavoro difficile, per gli orari strani, perché spesso non si riesce ad avere nemmeno una pausa per mangiare o per andare in bagno. Bisogna aver fortuna, perché i titolari non sempre sono persone oneste ma lo si capisce solo durante, perché a primo impatto sono questi i più bravi a “intortarti”. Spesso non pagano o pagano in ritardo e non riesci a fare le cose che ti eri prefissato. Oppure pagano poco, o devi chiederglielo più volte, che è una cosa che mi infastidisce molto: se io lavoro correttamente, arrivo sempre puntuale e vado via anche un pochino dopo per aiutarti, perché non rispetti anche tu il tuo impegno?

“Sembra facile!” dice sempre il mio titolare di adesso, il signor Carlo. Non è facile per niente, perché prima di tutto si è in balia dell’afflusso della clientela, che è sempre difficile da prevedere. Carlo però è un esempio di persona e titolare che auguro a tutti di trovare. Come lo vedi, è.

Ora però si avvicina l’estate 2016. Come sarà? Intanto, ho preso una decisione importante per me: abbandono questo lavoro dopo 10 anni di servizio, in molti posti diversi e spesso contemporaneamente l’uno all’altro. Mi si stringe un po’ il cuore. Sono un po’ spaventata, perché questo significa dare a me stessa la possibilità di affacciarmi a qualcosa di nuovo. E se avrò un po’ di fortuna, non sarà qualcosa per cui mi pagheranno per le ore che dedico a qualcuno, ma sarò ripagata per contenuti e qualità.

E la vostra estate, come sarà?

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