La festa dell’amore

Nel mezzo del mio quotidiano delirante, voglio fermarmi un secondo perché inizia il giorno di San Valentino e merita una piccola riflessione personale.
Dedicherò il giorno degli innamorati a me stessa, perché in questi giorni non mi son voluta abbastanza bene. E’ domenica e sarò a casa a studiare mentre il mio fidanzato è a lavoro, per dare il suo contributo a render speciale questo giorno per chi lo festeggerà in coppia. Allora farò qualcosa per me: studierò impegnandomi sui miei obiettivi.
Al mio fidanzato e al mio amore per lui dedico ogni giorno dell’anno e non penso sia necessaria una festa per ricordare ad una coppia di amarsi. Né ci dovrebbe essere bisogno di un’occasione consumistica per fare un regalo: se non è spontaneo, non è un vero regalo. Se sentissimo più nostri i gesti che compiamo, saremmo tutti più felici.
Vorrei poi invitare tutti a cogliere l’occasione di questo giorno per riflettere sull’amore, in tutte le sue forme.
Io lo dedicherò, appunto, a me stessa.
Ognuno di noi lo dovrebbe dedicare a qualcuno o qualcosa che amano.
Il proprio figlio, per esempio. Il proprio compagno o compagna, per esempio. Il proprio animale da compagnia. I propri genitori. I propri sacrifici, le proprie passioni, sé stessi. E agli altri, in generale.
Al diritto di ognuno di amare.
Condanniamo la guerra, ma non vogliamo che gli altri amino se non a modo nostro.
Giochiamo con il matrimonio, ci prendiamo, ci lasciamo, ci ammazziamo, ci violentiamo, nascondiamo i pedofili, usiamo i figli come trofeo di guerra in un divorzio. Creiamo reality dove ci si sposa con sconosciuti, giusto per avere un po’ di visibilità. Il matrimonio non vale più nulla davvero. Però non vogliamo che due persone crescano un bimbo in una casa piena d’amore, se sono dello stesso sesso.
Perché potrebbe crescere con dei traumi.
I bambini che crescono con un genitore solo invece non rischiano dei traumi? E i bambini che crescono nelle situazioni sopra descritte? Vorrei capire la differenza, per favore. Io vedo solo che tutte queste sono ormai socialmente accettate, perché nella norma. Per alcune ci scandalizziamo, ma poi giriamo lo sguardo da un’altra parte.
Vorrei capire chi avrebbe il coraggio di condannare un bambino a crescere in un orfanotrofio, piuttosto che darlo ad una coppia felice che sente il desiderio di maternità o paternità. Con questo non voglio dire che sto preferendo le adozioni a favore di coppie gay piuttosto che a quelle etero, lungi da me. Parlo di ADOZIONI A COPPIE CHE LO VOGLIONO. Punto. A chi è pronto per crescere un figlio, a prescindere dai gusti sessuali (CHE NON DOVREBBERO ESSERE IN NESSUN CASO ARGOMENTO DI DISCUSSIONE).
Lo so che ho una visione del mondo fantasiosa, troppo perfetta e ideale, ma solo credendoci davvero posso sperare di migliorarlo, anche solo di un pochino.

In attesa di questa giornata d’amore, auguro una buonanotte a tutti. Ma soprattutto auguro ad ognuno di amarsi un po’ di più, a partire da ogni giorno.
I miei amori Lupo e Totò hanno adottato il Piccolo, nostro nuovo amore.
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